Essere proprietario di uno o più cani, oltre che una gioia del cuore, è divenuta una seria responsabilità. Responsabilità che, recentemente, si è intensificata. Fino a qualche tempo fa, infatti, il padrone doveva unicamente interessarsi di scongiurare aggressioni fisiche da parte dei propri animali nei confronti di terze persone.
Con un'interessante sentenza della Cassazione penale (la n. 715 del 14 gennaio 2011), si è oggi invece affermata la responsabilità anche per l'abbaiare - notturno, ma non solo - potenzialmente fastidioso dei propri cani.
D'ora in avanti, i padroni che non impediranno - a maggior ragione nel caso di ripetute proteste dei vicini - il molesto abbaio dei cani, magari custoditi all'aperto nel cortile di casa, subiranno un processo penale e saranno tenuti al risarcimento dei danni per il 'mancato riposo' delle persone che li circondano.
Il latrato canino, tuttavia, per essere punibile - scrive la Corte di Cassazione - dovrà possedere "una idoneità ad arrecare disturbo ad un numero indeterminato di persone" (cioè non sarà sufficiente un solo vicino 'insonne' ed il turbamento della quiete dovrà avere una certa durata nel tempo). Non importerà, invece, che vi sia stato, in concreto, un effettivo e provato disturbo a qualcuno: basterà l'insorgenza di un semplice pericolo astratto di molestia.