
La corte di Cassazione si schiera contro l'uso indiscriminato dell'autovelox, spesso usato in maniera troppo massiccia dalle amministrazioni comunali più per fare cassa che per educare l'automobilista ad una condotta più oculata sulle strade.
Il caso in particolare è determinato dalla sentenza n. 23882 del 15 novembre 2011 con la quale la Corte suprema di Cassazione ha rigettato, come già era successo nei primi due gradi di giudizio, le motivazioni dell'amministrazione comunale su un caso di multa per eccesso di velocità effettuata mediante uno strumento di rilevazione automatica.
Il concetto sul quale si sono basate le sentenze è l'impossibilità di installare apparecchi elettronici di rilevazione della velocità su di una strada extraurbana secondaria.
Questi apparecchi sono da considerarsi legittimi solamente in quelle strade all'interno delle quali risulti oggettivamente difficile richiedere all'automobile di fermarsi. Per tutti gli altri casi un agente dovrà fermare l'automobile che si era resa protagonista dell'infrazione dando la possibilità di contestazione immediata al guidatore.
Il giudizio sulla possibilità di inserire rilevatori automatici sulle strade extraurbane è di responsabilità del prefetto, come prevede il D.L 121 del 2002.
La Corte di Cassazione, quindi, determina come non sia concesso un uso indiscriminato dell'autovelox, pratica che fa decadere anche un comportamento scorretto dal parte del guidatore.
Ora le consulenze legali on line sugli eccessi di velocità sono più chiare.