20/12/2011

La Cassazione dichiara nullo il sequestro dello yacht di Flavio Briatore

L'avvocato on line per una volta si occupa di vip e di un argomento che può essere argomento di consulenze legali on line.
L'argomento in questione è l'evasione fiscale, della quale tanto si sta parlando in questi mesi, anche perché causa del deficit allarmante del quale il nostro Paese è protagonista, e che ha visto sulle prime pagine dei giornali un personaggio molto in vista nel Jet Set nostrano, ovvero Flavio Briatore.
Qualche mese fa ci si ricorda che era stato sequestrato lo yacht megamilionario Force Blue della famiglia Briatore, cosa che aveva portato non pochi scompensi anche al piccolo Nathan Falco. La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza 46591, ha dichiarato illegittimo questo provvedimento restituendo così lo yacht, e la serenità, a Flavio Briatore.
L'attuazione del sequestro era stata disposta dal Tribunale di Genova che aveva visto nelle pratiche poco chiare atte da evadere l'iva del carburante, messe in pratica dall'imprenditore della bassa, un chiaro intento all'evasione fiscale tale da poter procedere al sequestro del bene. Questa sentenza, però, secondo i giudici di Piazza Cavour, è stata troppo affrettata in quanto non ancora in atto nella dichiarazione fiscale, attività nella quale il presunto evasore avrebbe potuto ravvedersi e dichiarare l'iva non ancora pagata.
La sentenza della Suprema Corte è giustificata in seguito alla modifica del Decreto Legislativo 74/2000 che, nell'interesse dell'erario, è stato rivolta verso un possibile ravvedimento del potenziale evasore. In base a questa norma, infatti, non è possibile appellarsi al delitto tentato neanche se si scoprono, nel corso dell'anno, atti che sono inequivocabilmente volti all'evasione delle imposte, determinando che l'evasione fiscale diventa tale solamente all'atto della dichiarazione dei redditi e mai prima. Questo problema è riconducibile alla difficoltà di integrare le sanzioni penali del diritto fiscale.
In questo caso il Tribunale di Genova ha peccato di eccessiva fretta, rendendo inapplicabile la sua sentenza ma dando alla Corte Suprema di Cassazione la possibilità di interpretare le modifiche al suddetto Dlgs 74/2000 rendendo più semplice la strada per nuove consulenze legali on line.
 
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