20/01/2012

Non punibile chi cerca di incassare inconsapevolmente un Gratta&Vinci fasullo

Una storia di ingeniutà con una conclusione particolare e note di amaro finisce sotto gli occhi dell'avvocato on line fra una consulenza legale on line e l'altra.
La news di cui Legalclick consulenze legali on line si occupa oggi parla di un caso strano in cui la Corte Suprema di Cassazione invalida la condanna nei primi due gradi di giudizio di un signore condannato per ricettazione dopo aver incassato un gratta e vinci fasullo.
La storia ha dell'incredibile, suddetto signore, mentre passeggiava per le strade della sua città vedeva per la strada un gratta e vinci, incuriosito si fermava a raccoglierlo e stupito ne riconosceva la combinazione vincente. Senza il tempo di un pensiero si recava ad incassare la fortunata vincita ritrovandosi con una condanna per ricettazione lunga un anno e mezzo: il gratta e vinci era risultato fasullo. Neanche il ricorso in appello risultava utile per dimostrare la sua buonafede e scampare alla pena di reclusione.
Il ricorso, però, arrivava fin dai Giudici di Piazza Cavour che giudicavano il caso completamente sotto un'altra ottica, annullando la sentenza.
Il primi due appelli si erano basati sull'inverosimiglianza della storia dell'imputato: visto che la combinazione non era immediatamente riconoscibile, non ci sarebbe stato motivo per raccogliere il biglietto da terra. Inoltre macchia presente sul biglietto che era, secondo l'imputato, un'impronta di pneumatico in realtà, secondo il giudizio del giudice, era una macchia diversa, falsa testimonianza che dimostrerebbe la malafede dell'imputato.
La Suprema Corte di Cassazione non ha accolto nessuna di queste motivazioni: la curiosità di raccogliere un biglietto gratta e vinci dal suolo è assolutamente giustificabile, come dimostrano i casi in cui i passanti raccolgono dal marciapiede banconote pubblicitarie grossolanamente fasulle. Per quanto riguarda invece l'impronta di automobile, poi, le dimensioni risibili della macchia non permetterebbero di dare un giudizio sulla natura della stessa. Altri due, infine, i fondamenti della sentenza: l'atto di recarsi di persona, con i propri documenti, ad incassare la vincita e la verosimiglianza del biglietto gratta e vinci che aveva tratto in inganno, di primo acchitto, anche gli addetti ai lavori.

La condotta del povero signore, quindi, si era rivelata ingenua e senza intenzioni volte a truffa o raggiri.

Doppio grado di sentenza annullati e giudizio da rifare.

 
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