
Più che oggetto di una
consulenza legale on line la storia di oggi potrebbe sembrare una classica situazione da film, con lo sposo che scappa dall'altare due giorni prima del matrimonio, mandando in fumo un po' tutto: dalla storia d'amore alle partecipazioni di nozze, dal pranzo ai regali, dal mutuo appena acceso al viaggio.
Un simile caso giuridico, invece, si è rivelato reale, a tal punto da essere l'oggetto di una sentenza della Corte Suprema di Cassazione chiamata a giudicare una delibera della Corte di Appello di Catania, che in seconda istanza aveva condannato il "fuggitivo" al risarcimento delle spese già sostenute oltre che ad una consistente somma di danni morali provocati alla sposa lasciata sull'altare.
La Corte Suprema di Cassazione è stata chiamata a giudicare proprio in merito ai danni morali, condanna sulla quale si è espressa negativamente. Secondo la sentenza il recesso dall'altare viola le regole di correttezza e di auto responsabilità ma i danni da prendere il considerazione sono solamente quelli materiali anche se il danno che si arreca all'altra persona non può considerarsi esclusivamente materiale.
Questa ultima tesi è però sovrastata dall'esigenza di tutelare il diritto alla libertà di sposarsi o meno, possibilità che si mantiene fino all'atto stesso del matrimonio, ovvero quello del fatidico sì.
Lasciando così da parte i danni morali, quelli materiali vanno invece risarciti in toto, nonostante la possibilità, comunque concreta di recupero di una parte delle spese sostenute per la cerimonia andata in fumo.
Consulenze legali on line per casi simili non sono sicuramente all'ordine del giorno, ma quando capitano, trovano, grazie a questa sentenza, una univoca interpretazione.